venerdì, marzo 30, 2007
Forum
http://arcimero.forumer.it/
Ciao
giovedì, marzo 29, 2007
Un grande abbraccio a tutti!
Scusa
mercoledì, marzo 28, 2007
SANTO SUBITO
Sempre riguardo al crack del Banco Ambrosiano in cui era coinvolto anche Licio Gelli, ho trovato questo interessante video delle Iene sul monsignor Paul Marcinkus, il "banchiere di Dio", ex capo dello IOR (la banca vaticana) e direttamente responsabile in questo losco intreccio fra mafia e massoneria.
Esaustivo
E' tratto dal programma di La7 Effetto Reale..
http://www.youtube.com/watch_fullscreen?video_id=twtwpS-QmWg&l=1756&t=OEgsToPDskJlZ-2fwQLA-qqwkNBwy1ni&sk=CYh5CFEXlSvb5ajg8IH7dAC&fs=1&title=Licio%20Gelli%20intervistato%20da%20effetto%20reale.%20Prevede%20anche...
ultima parte
20 anni fa...Gli italiani scoprono che esiste un potere sotterraneo, un governo parallelo. Negli elenchi della loggia sono iscritti i nomi di quattro ministri o ex ministri, 44 parlamentari, tutti i vertici dei servizi segreti,persone di spicco politico, finanziario, ufficili dei carabinieri e finanzieri ed alcuni giornalisti
poco dopo il governo di Arnaldo Forlani dà le dimissioni. Nasce il primo governo laico italiano guidato da Giovanni Spadolini. è varata una commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia di Gelli,. è approvata una legge dello Stato che vieta le associazioni segrete e scioglie la P2. I capi dei servizi di sicurezza sono tutti licenziati. Qualche piduista (no comment!) ha la carriera bloccata, qualcuno finisce sotto processo. I magistrati aprono indagini sulla loggia, con la teoria che abbia realizzato una cospirazione politica contro le istituzioni della Repubblica.
20 anni dopo cosa è rimasto di tutto ciò?dove è finita sat gente? Il più noto di essi ora spera di diventare presidente del Consiglio. st è la storia di un istituzione ke ha segnato la storia italiana...
questa riassumendo molto è la storia della P2...pubblico anche un video delle Iene che illustra ciò che riamane oggi di questa loggia.
cn questo concludo.... hoLa!
Ringraziamenti
Licio Gelli
martedì, marzo 27, 2007
Licio Gelli
Licio Gelli (nato a Pistoia il 21 Aprile 1919) è stato "Maestro Venerabile" della potente loggia massonica italiana P2.Gelli è stato anche membro dei Cavalieri di Malta. Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, è attualmente agli arresti domiciliari ad Arezzo.
Durante il Fascismo, Gelli partì volontario con la spedizione delle Camicie Nere, mandate in Spagna da Mussolini, dove perse in battaglia il fratello maggiore Raffaele. Nel 1939 tornò in Italia e collaborò con la federazione fascista di Pistoia, scrivendo nel settimanale locale della federazione la sua esperienza di guerra. Nel Settembre 1944 aderì alla Repubblica di Salò e conseguentemente divenne un ufficiale di collegamento fra il governo fascista e il Terzo Reich. Questa posizione consentì a Gelli di effettuare il doppio gioco: utilizzando le sue conoscenze nell'ambito fascista, poté trafugare e distribuire di nascosto ai partigiani i lasciapassare rossi, e fornire ai suoi superiori informazioni fuorvianti per i rastrellamenti che erano in corso sugli Appennini. Insieme al partigiano pistoiese Silvano Fedi organizzò inoltre la liberazione di prigionieri politici dal carcere delle Ville Sbertoli.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si ipotizza che Gelli si sia arruolato nella CIA e nell’ intelligence britanniche, su raccomandazione dei servizi segreti italiani (ma tale ipotesi non è stata verificata).Poi è stato accusato di aver avuto un ruolo preminente nell'Operazione gladio con lo scopo di contrastare l'influenza comunista in Italia e negli altri paesi europei. L'affaire Gladio è stato affrontato senza collegamenti diretti alla questione P2 ma Gelli smentisce questa ipotesi. Gelli ha ripetutamente dichiarato di essere stato uno stretto amico del leader argentino Juan Domingo Peròn (ma nessuna conferma è mai venuta dal Sud-America), e spesso ha affermato, in modo singolare, che tale amicizia è stata veramente importante per l'Italia, senza però aver mai spiegato perché. Numerosi appartenenti alla giunta militare argentina sono risultati membri della P2 appartenenti all'Alleanza Anticomunista Argentina ("triplice A").
Nel Marzo 1981, una perquisizione della polizia nella sua villa di Arezzo, portò alla scoperta di una lunga lista di alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici aderenti alla P2.
La lista, la cui esistenza era presto divenuta celebre grazie ai media, includeva anche industriali, giornalisti e personaggi facoltosi come il più volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (a quel tempo non ancora in politica), Vittorio Emanuele di Savoia e Maurizio Costanzo.
In fuga, Licio Gelli scappò in Svizzera, dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere.
Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987. La corte centrale del Grande Oriente di Italia,decretò l'espulsione del Gelli dall'Ordine massonico.
Il Parlamento Italiano approvò in tempi rapidi una legge per mettere al bando le associazioni segrete in Italia e contemporaneamente, venne creata una commissione parlamentare d'inchiesta.
Riassumendo, Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati:
- procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato;
- calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola;
- tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna;
- bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano).
BY RADIO AKALAKALA
lunedì, marzo 26, 2007
Tutto tutto sulla p2
domenica, marzo 25, 2007
sabato, marzo 24, 2007
Risposta a Malelf
P.S. Quando dici che lo scioglimento dei ghiacciai bilancerebbe il riscaldamento globale dici una stronzata, se si sciolgono i ghiacci viene meno un fenomeno fondamentale,la rifrazione dei raggi solari e di conseguenza si verificherebbe un abbassamento delle temperature... Effetto serra non significa x forza riscaldamento anzi, probabilmente il contrario...
meditate giovani, meditate....







giovedì, marzo 22, 2007
Da Beppegrillo.it
21 Marzo 2007
Verso la catastrofe con ottimismo
L’Intergovernmental Panel On Climate Change (IPCC) distribuirà tra aprile e maggio il Quarto Rapporto sui cambiamenti climatici commissionato dall’Onu. Un suo estratto: “Cambiamento del clima – Sommario per i politici” è stato presentato a Parigi alcune settimane fa.
2.500 esperti di 130 nazioni hanno lavorato per 6 anni per dirci una cosa che si percepiva, che sapevamo già: che i nostri figli e i nostri nipoti penseranno a noi come a dei delinquenti. Se la prima parte del XX° secolo ha prodotto dei grandi criminali come Hitler e Stalin, i loro successori sono stati centinaia di milioni. Nazioni, Stati, Corporation. Mai come nel periodo che ci aspetta le colpe dei padri ricadranno sui figli. Non lo dicono i soliti no global, i catastrofisti e neppure i giornalisti che ci hanno sfracassato le palle con Mastrogiacomo e il gioco di squadra fatto con i soldi dello Stato. Lo dice l'Onu, lo scrivono gli scienziati.
Si discute di scioglimento dei ghiacciai, della scomparsa dei grandi fiumi, dell’avvelenamento di città intere come se questi fatti riguardassero qualcun altro. Ed è vero: riguardano i nostri figli. Quelli che portiamo dal pediatra per la tosse, ma che domani non avranno più neppure l’aria.
Undici degli ultimi dodici anni sono stati tra i più caldi dal 1850, da quando le misurazioni sono attendibili. Il 30% delle specie è a rischio di estinzione. Le foreste tropicali saranno sostituite dalla savana. Tra uno e tre miliardi di persone potrebbero morire di fame o di sete.
Quando avverrà tutto questo? In alcuni decenni, molto presto. Se osservate una foto del Polo Nord dal satellite vedrete che sta scomparendo. Del Polo le generazioni future parleranno come noi ora discutiamo della favolosa Atlantide. Perchè avviene tutto questo? La nostra specie è votata al suicidio come i lemming?
Le cause, bisogna agire sulle cause. Ma se l’effetto è questo, più che di cause, bisognerebbe parlare di colpe, di criminali, di politici asserviti all’economia del petrolio e alla crescita senza limiti. Certo, una volta che sappiamo che ci stiamo suicidando qualcosa dobbiamo fare. Farlo noi e imporlo ai nostri dipendenti. La priorità è la vita delle generazioni future. Di tutto il resto, cari dipendenti, non ce ne frega più un c..o!
martedì, marzo 20, 2007
Non sminuiamo l'importanza di una bandiera

L'originale bandiera della Pace è quella dove al centro, al posto della attuale scritta pace vi è impressa la colomba bianca quale messaggio universale di fratellanza. La colomba bianca è opera di Pablo Picasso. Negli anni del dopoguerra, fino alla fine degli anni cinquanta era un simbolo che non poteva essere issato a sventolare su un edificio e chi lo faceva era perseguibile a norma di legge.
Il drappo fece la sua comparsa in Italia nella prima marcia della Pace, il 24 settembre 1961. Ispirato alla bandiera dei pacifisti anglosassoni che nel 1958, guidati dal filosofo Bertrand Russel marciarono ad Aldermaston in una protesta antinucleare, Aldo Capitini fece cucire, in tutta fretta, da alcune amiche perugine, delle strisce colorate da portare alla marcia. La prima bandiera della Pace è attualmente conservata a Collevalenza, vicino a Todi, dal dott. Lanfranco Mencaroni, amico, compagno di carcere e collaboratore del filosofo pacifista Aldo Capitini che ideò la Marcia per la Pace Perugia–Assisi.
Nel racconto, (tratto dalla Bibbia, Antico Testamento) del diluvio universale, Dio pone l'arcobaleno come sigillo della sua alleanza con gli uomini e con la natura, promettendo che non ci sarà mai più un altro diluvio universale. L'arcobaleno è diventato così il simbolo della Pace tra terra e cielo e, per estensione, tra tutti gli uomini.
I colori dell'arcobaleno sono anche utilizzati come segno della "convivialità delle differenze" per la loro caratteristica fisica di restituire la luce bianca se fatti roteare velocemente.
E la medesima definizione di simbolo di Pace attribuito alla bandiera può già trovare la sua spiegazione nella parola greca syn-ballo che significa mettere insieme così proprio come fa l’arcobaleno che mette insieme tutto e tutti.
Va inoltre ricordato che questi colori, solo cinque, appaiono anche ne "la bandiera delle razze" (Flag of Race), dell'associazione per i diritti civili fondata dal leader democratico nero, reverendo Jesse Jackson.
La bandiera della Pace è stata usata diffusamente a partire dagli anni '80 nelle marce per la Pace e in tutte le manifestazioni italiane, nonché nelle iniziative di Pace di volontari italiani all'estero (a Sarajevo, in Iraq, in Kosovo, nella Repubblica Democratica del Congo).
A partire dal settembre 2002 la bandiera della Pace è stata oggetto della campagna "Pace da tutti i balconi" che ha portato centinaia di migliaia di persone in Italia ad esporre la bandiera dal davanzale o dal balcone di casa per dire "no" al concetto di guerra preventiva e alla guerra in Iraq.
Oggi sta perdendo sempre più il suo valore originale e rischia di diventare un simbolo legato al consumismo e all’ideale giustizia visto come perfezione. Sicuramente la Pace è un gran buon ideale ma non deve rimanere solo un principio, non nasce solo dai cortei o dallo sfoggiare di bandiere.
Telecom è nostra!
lunedì, marzo 19, 2007
Liberato Mastrogiacomo (da Repubblica)
La trattativa giunta a buon fine dopo la scarcerazione di 5 talebani Fine dell'incubo, Mastrogiacomo è libero Il giornalista di «Repubblica» liberato dopo due settimane. Prodi: «Siamo soddisfatti, tra poco potremo riabbracciarlo» |
| L'inviato di «Repubblica» Daniele Mastrogiacomo (Ansa) |
LA SODDISFAZIONE DI PRODI - Passano meno di cinque minuti dalla notizia ufficiale e il premier Romano Prodi compare in sala stampa per comunicare la propria gioia per la soluzione: «Mastrogiacomo è all'ospedale di Emergency in buona salute, io spero che in pochi giorni si possa abbracciarlo. Siamo soddisfatti e vicini alla famiglia, alla moglie, al fratello e ai figli che hanno molto sofferto in questi giorni e al direttore di Repubblica che è stato molto vicino per un'operazione non semplice di cui daremo i dettagli più avanti». Il riferimento di Prodi riguarda la contropartita chiesta dai Talebani che, come si è saputo oggi, ha comportato la scarcerazione non di due ( o tre come sembrava ieri) ma ben 5 uomini detenuti nelle carceri afghane.
I RILASCIATI - Secondo fonti afghane i cinque sarebbero Ustad Yasir (il capo di una corrente culturale talebana), il mufti Latifullah Hakimi (ex portavoce dei talebani), Mansoor Ahmad (fratello del capo talebano Dadullah che ha sequestrato Mastrogiacomo) e due comandanti talebani, Hamdullah and Abdul Ghaffar.



