giovedì, dicembre 21, 2006
blogger beta
P.S. il blog ha raggiunto la media di 20-30 visite girnaliere,un traguardo da non sottovalutare soprattutto se si considera il picco di 68 visite raggiunte all'indomani della massiccia campagna pubblicitaria del nostro carissimo noiosamente, a cui vanno i piu' sentiti ringaziamenti. Spero e mi auguro che tutto cio' sproni gli affiliati ad essere piu' prolifici ed assidui nella frequetazione della nostra amata "creatura". Saluti a tutti e buone feste.
mercoledì, dicembre 20, 2006
Incontri improbabili

giovedì, dicembre 14, 2006
sempre pinochet
12 Dicembre 2006
Pinochet e gli Inti Illimani
Pinochet è morto nel suo letto. Il giudice Garzòn provò a farlo morire in galera. Ottenne solo gli arresti domiciliari in un albergo di Londra per crimini contro l'umanità. Pinochet riuscì a rientrare in Cile per motivi di salute. Quando la sua carrozzella toccò il suolo cileno improvvisamente guarì e si alzò in piedi correndo. Da allora fu 'dead man walking'. Garzòn si dedicò in seguito allo psiconano con cui è confidente di avere maggiore fortuna.
Pinochet è responsabile della fine della democrazia in Cile, dell’uccisione di Allende, di migliaia di omicidi. Ma il suo delitto più grande è aver permesso la fuga in Italia degli Inti Illimani. Dal 1973 stazionano nelle nostre televisioni. Nelle feste dell’Unità. Da Pippo Baudo. Mi hanno fatto venire l’esaurimento nervoso. Sono dei reduci musicali a vita. La loro influenza politica è stata enorme. Spettacolo dopo spettacolo hanno esaltato ai nostri occhi l’operato di Pinochet. Creato una corrente giustificazionista per il regime. Per lo stadio-lager di Santiago.
Pinochet è stato un fallito. In Italia uno come lui non lo metterebbero neppure a rubare in una giunta provinciale. In 17 anni di dittatura ha portato a casa solo 150 milioni di euro. Una vergogna. Si fosse informato meglio dai socialisti sarebbero stati miliardi. In seguito imparò la lezione. Alcune consulenze di Previti gli evitarono il carcere. La tortura sugli oppositori politici è stata una sua specialità. Posti come Villa Grimaldi, Chacabuco e Pisagua rimarranno nella storia.
Pinochet-Pinocchio. Un mentitore professionista. Che mentì al suo capo Allende. Ai generali con cui attuò il colpo di Stato. Agli americani della Cia. A Nicola Pietrangeli per la finale di Coppa Davis del 1976. Ha avuto le sue ammiratrici. La prima è Margaret Tatcher che cercò di emularlo nel famoso sciopero dei minatori in Gran Bretagna. In Italia gli ex piduisti tacciono per ragioni di opportunità politica. Ma lo piangono. E lo invidiano. Lui c’era riuscito. Loro no (per ora).
martedì, dicembre 12, 2006
Viva la muerte
Persino l'America ora lo ha rinnegato, pochissimi cileni hanno ancora i paraocchi di fronte alla sua opera.
Ed è giusto che sia morto così: SOLO.
Metterlo in carcere o giustiziarlo sarebbe equivalso a farne un martire: un martire in nome dell'anti-comunismo sventolato così facilmente dai suoi sostenitori e da un'intera generazione di politici americani per giustificare più di un golpe e più di un genocidio.
VIVA LA MUERTE!
venerdì, dicembre 08, 2006
giovedì, dicembre 07, 2006
Listening Radiosisma
mercoledì, dicembre 06, 2006
RICORDI DA SALVARE
RADIOSISMA ON WEB
Tx to all!!!!
martedì, dicembre 05, 2006
Shortbus: un caso?
Mi ero ripromesso che con l'annuario avrei smesso di dare consigli librari o cinefili per un pò. Ho però visto un film, attualmente nelle sale, che mi sembra giusto segnalare. Si chiama "Shortbus", ed è un'intreccio di quattro storie che hanno il sesso come comune denominatore. Ma non è tanto questo che mi interessa. I dialoghi sono interessanti ma più o meno vicini a "Sex and the City" o a qualche altra serie americana. Quello che mi ha fatto pensare è che per la prima volta io vedo, da che io ricordi, il sesso trattato così esplicitamente, circolando nelle sale non come un film porno, con un cast di attori che non sono presi dal mondo dell'hard. Ora,la storia è abbastanza "normale", per certi film americani. Ve la banalizzo. C'e' una psicologa di relazioni di coppia che non ha mai raggiunto l'orgasmo, due gay che cercano di innamorarsi di nuovo facendo entrare nel duo un terzo ragazzo, una dominatrice sadomaso che si chiama Jennifer Aniston e per questo la sua vita è distrutta. Tutti questi entrano in un locale notturno per risolvere i loro problemi. Questo locale è lo "Shortbus", dove tutto è permesso, tutto è lecito, e attraverso il sesso si cerca di ritrovare l'amore. Ma, ancora una volta, quello che mi interessa è un'altra cosa. Il regista, Mitchell, ha girato il film tenendo per due anni attori non professionisti in una sorta di "comune", vedendo, con il loro consenso, dove questi si sarebbero riusciti a spingere. Quello che ne esce è un film che abbatte il confine tra la pornografia e la commedia popolare, tra ciò che si può vedere e ciò che non si dovrebbe vedere. Aggiungo che il film è amaro, perchè alla fine c'è un giudizio un tantino pessimista sulla possibilità del sesso di risolvere i problemi dell'amore. Aggiungo anche che è un buon film, per mia opinione. Ma la domanda che mi ha suscitato è questa : cos'è, davvero, oggi, pornografia? Scriveva Marlowe, nell' "Edoardo II", che la morte di un re è pornografia. Io trovo pornografico molto di quello che la cosiddetta cultura ci fa vedere ogni giorno. In soldoni, siccome questo post è particolare e se frega un pò del buon costume cosiddetto, trovo molto più pornografico il faccione di Maria De Filippi e dei suoi tronisti che due cazzi in tiro o una che lo prende in culo. In sintesi, se c'è una storia significante, se far vedere una scena di sesso con spietato realismo è imprescindibile per raccontare una storia, ben vengano. Appunto.
lunedì, dicembre 04, 2006
Notizia
Caro Bazzar se ci concentriamo un po'.......
dman e stapan na bocia !!!!
domenica, dicembre 03, 2006
Ricordi in ffff...fumo

Non so se avete saputo dell'incendio avvenuto da qualche giorno in comune.
Senza farlo apposta è andato in fumo, nel vero senso della parola, il lavoro di una vita del vecchio fotografo del nostro paese, il signor Valbonesi.
Forse non lo avete conosciuto ma di certo i vostri genitori e addirittura i vostri nonni sanno chi é e chi é stato:
Ha dedicato la sua vita alla fotografia, ha documentato tutto quello che é successo nel nostro paese nell'arco di sessant' anni e anche più, ha immortalato gli avvenimenti degli anni che sembrerebbero a noi i più anonimi.
Possiamo aiutare un gruppo di restauratori che vengono da tutta la regione per recuperare il recuperabile.
Siamo nella corte dell'ostello tutti i giorni, anche i festivi.
Grazie!
venerdì, dicembre 01, 2006
Consigli per gli acquisti
2 FILM:
-lo sento come un dovere: in tanti lo hanno criticato ed in altrettanti lo hanno amato, Fascisti Su Marte non è un film facile (anzi forse non è neppure un film) da giudicare. Eppure è assolutamente da vedere e non solo per il suo lato politico assai lucido, ma soprattutto perchè sono anni che in sala non esce un'opera italiana così visionaria, surreale, sperimentale, in una parola artistica. Da parte mia consigliatissimo, si ride e si riflette, ma ancor più importante questo lavoro spiazza che è un piacere.
-qui mi scuso per il mio inconcepibile ritardo. Sangue-La Morte Non Esiste è uscito il 5 maggio ed è ora reperibile anche in DVD. Il film è l'esordio dietro la macchina da presa del giovane attore Libero De Rienzo (Santa Maradona, Andata + Ritorno): un progetto ambiziosissimo che mischia psichedelia, esistenzialismo e gusto del grottesco. Non è facilmente accessibile, anzi risulta piuttosto ostico soprattutto per la curatissima (e sperimentale) veste estetica conferitagli. Purtroppo le intenzioni dell'autore di fare un film tanto difficile e giovane contemporaneamente non riescono appieno: se le trovate visive convincono sempre, un po' delude la sceneggiatura ancora assai ingenua e non pienamente sostenuta dal punto di vista filosofico. Un peccato veniale di fronte al magnificente coraggio di esordire con un lavoro così controverso.
1 LIBRO:
-I Segreti Erotici Dei Grandi Chef di Irvine Welsh (Trainspotting, Acid House, Porno...). Se pensavate che il nostro scozzese fosse capace di scrivere soltanto di bagordi e generazione X, bè dovete ricredervi. Welsh padroneggia la materia letteraria come un alchimista e sforna uno dei libri più belli degli ultimi tempi: anche qui scorrono fiumi di alcool e cocaina, ma sono soltanto il pretesto per raccontare una rivalità disperata e quasi da epica post-contemporanea (con una strizzatina d'occhi anche al super-classico Il Ritratto Di Dorian Gray). Io l'ho divorato in un nonnulla e non posso fare altro che consigliarvelo assai caldamente.
lunedì, novembre 27, 2006
Domanda
sabato, novembre 25, 2006
Annuario dei giorni di quiete
Libri :
Gli Immortali :
"Viaggio al termine della notte"- Cèline (mi ripeterò finchè non lo leggerete)
"Moby Dick" - Melville (se l'avete letto da piccoli rileggetelo)
"Lo straniero" - A. Camus
"Justine o le disgrazie della virtù" - De Sade
"I racconti" - Poe
"L'Aleph" - Borges
"Odissea" - Omero
"La Commedia" - Dante
"La nausea" - Sartre
"Il processo" - Kafka

"Faust" - Goethe
"Canto della neve silenziosa"- H. Selby Jr.
"La montagna incantata" - Mann
"L'idiota" - Dostoevskij
"Alice nel paese delle meraviglie" - Carroll
"Sonetti a Orfeo" - Rilke
"Il lupo della steppa" - Hesse
"La ricerca del tempo perduto" - Proust
"Aldilà del principio di piacere" - Freud
"Essere e tempo" - Heidegger
"Così parlò Zarathustra" - Nietzsche
"Fuga nelle tenebre" - A.Schnitzler
I Contemporanei :
"Lezioni americane" - I.Calvino
"Spider" - P.McGrath
"Il Padrino" - M.Puzo (più bello del film)
"Scritti segreti" - M.Duras

"Il danno" - J.Hart
"Prima che tu dica pronto" - R.Carver
"Il profumo" - P.Süskind
"Tre secondi di cielo" - S.Parulskis
"Trilogia della città di K."- A.Kristof
"La pianista" - E. Jelinek
"L'invenzione della solitudine" - P.Auster
"Il compromesso" - E.Kazan
"La svastica sul sole" - P.Dick
"L'arcobaleno della gravità" - T.Pynchon
Film :
Gli Immortali :
"La caduta degli dei" - Visconti
"Salò o le 120 giornate di Sodoma" - Pasolini
"Quarto potere" - Welles
"Ordet" - Dreyer
"Andrej Rubleev" - Tarkovskij
"2001 : Odissea nello spazio" - Kubrick
"Satyricon" - Fellini
"Blow up" - Antonioni

"Il diario di un curato di campagna" - Bresson
"Veronika Voss" - Fassbinder
"Dillinger è morto" - Ferreri
"I Nibelunghi" - Lang
"Hitler : un film dalla Germania" - Syberberg
"Sussurri e grida" - Bergman
"La cinese" - Godard
"Germania anno zero" - Rossellini
"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" - Petri
"Manhunter : frammenti da un omicidio" - Mann
"Gola profonda" - Damiano
I Contemporanei :
"Madre e figlio", "Il sole" - A. Sokurov
"Il palloncino bianco" - J.Panahi
"Julien Donkey-boy" - H.Korine

"The Truman show" - P.Weir
"Il caimano" - N.Moretti
"Primo amore" - M.Garrone
"Le onde del destino" - L.Von Trier
"Festen" - T.Vinterberg
"Videodrome" - D.Cronenberg
"Intimacy" - P.Chereau
"L'ange" - P.Bokanowski
"Mulholland drive" - D.Lynch
"Tetsuo I" - S.Tsukamoto
"Wittgenstein" - D.Jarman
Teatro :
Gli Immortali :
"Quartett" - H. Müller
"La resistibile ascesa di Arturo Ui" - B.Brecht
"Riccardo II" - W. Shakespeare

"Caligola" - A.Camus
"Orgia" - P.P.Pasolini
"La bottega del caffè" - Fassbinder/Goldoni
"Le tre sorelle" - A. Cechov
"Professor Bernhardi"- A.Schnitzler
"Antigone" - J.Anouilh
"La classe morta" - T.Kantor
"L'apparenza inganna" - T.Berhnard
"Edipo re" - Sofocle
"Elettra" - Euripide
I Contemporanei :
"Sport : una pièce" - E. Jelinek

"Roberto Zucco" - B.M.Koltès
"La scena" - V. Novarina
"Il mio amico Hitler" - Y.Mishima
"Borges" - R.Garcia
"Ignorabimus" - A.Holz
"Copenaghen" - M.Frayn
"Ferdinando" - A.Ruccello
"Drammi fecali" - W.Schwab
"Materiali per una tragedia tedesca" - A.Tarantino
venerdì, novembre 17, 2006
Consigli per gli acquisti
-il primo è la raccolta degli oramai compianti Luna, una delle leggende meglio conservate dell'indie-pop americano. Il Best Of esce proprio per celebrare la fine di questo adorabile gruppo, autore di meravigliose songs tra Lou Reed, Smiths e qualche reminiscenza lounge. Nulla di troppo ostico, soltanto (è forse poco?!) 17 emozionanti affreschi di quelle che arrivano diretti al cuore.
-il secondo s'intitola Some Beans & An Octopus ed è il quarto lavoro dell'inglese Vert (aka Adam Butler). Un piccolo gioiellino che si muove divertito e divertente tra swing, pop, ska, blues e rap (il ragazzo ha la stoffa per diventare il più accreditato erede di sua scalcinata maestà Tom Waits). Ne vale davvero la pena, peccato che sia disponibile soltanto on-line (in qualsiasi e-store o sul sito della casa discografica Sonig).
2 FILM:
-The Departed del ritrovato Martin Scorsese dopo le deludenti ultime due uscite: un capolavoro, un pilastro per tutto il cinema a venire. Un thriller di due ore e mezza che passa in un baleno. Ottimo l'intreccio e la regia, superlativi gli attori (su tutti un sempre immenso Jack Nicholson).
-il secondo è invece un consiglio di tenersi alla larga. Da cosa? Dall'ultimo film di Gianni Amelio, La Stella Che Non C'è: noioso come soltanto certi film italiani sanno essere, non riesce ad innalzarsi nostante l'ottima fotografia di Luca Bigazzi.
1 FUMETTO:
-Defenders (Collezione 100% Marvel). Il leggendario trio Giffen/DeMatteis/Maguire trasforma il ritorno del gruppo di supereroi più tormentati esistenzialmente in una incendiaria seguenza di irresistibili battute. Convincente anche la storia di contorno e meravigliosamente grotteschi i disegni di Kevin Maguire. Accaparratevelo!
Sempre da beppe grillo
Un bel respiro profondo
Respiriamo veleni. Costruiamo fabbriche di veleni. Seppelliamo rifiuti tossici in mezza Italia. Trasformiamo le città in parcheggi e l’aria in ossido di carbonio. Chi inquina ti toglie la vita. Quanta? Non si sa. Di certo una modica quantità. Perchè lo fa? E’ sotto controllo. Non può reagire. I media lo tengono sotto ipnosi. Nella classifica mondiale le prime industrie sono il petrolio e le auto. L’opinione pubblica è creata da queste aziende. Dalla loro ideologia: il profitto. Gli italiani vogliono il loro posto al sole per le fabbriche di veleni. All’italiana. Non paga chi inquina, ma chi viene inquinato. E’ il business degli inceneritori. Commesse pubbliche, veleni privati. L’inceneritore non è una soluzione ai rifiuti. E’ una scorciatoia che trasforma l’organismo umano in rifiuto. I nostri dipendenti politici amano gli inceneritori. Ne vogliono uno per città. Porta lavoro, lavoro, lavoro. La grande mistica del lavoro della sinistra. La grande mistica del profitto della destra. Una mistica bipartisan. Gli inceneritori ci avvelenano.
La Regione Veneto e l’Istituto Oncologico Veneto con il Registro dei Tumori del Veneto, il Comune e la Provincia di Venezia hanno pubblicato uno studio: ‘Rischio di sarcoma in rapporto all’esposizione ambientale a diossine emesse dagli inceneritori’.
Le conclusioni:
- La Provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli inceneritori...
- Nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all’intensità dell’esposizione
- Gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani..
Chi costruisce inceneritori causa tumori. Va informato sui fatti e poi accompagnato alla porta o, se proprio insiste, rigassificato.
Da beppe grillo

Non sento più parlare dell’Olivetti. Che fine ha fatto? Esiste ancora? Camillo Olivetti, giovane ingegnere, il fondatore, partì per gli Stati Uniti all’inizio del 1900. Al suo ritorno progettò la migliore macchina da scrivere del mondo. Camillo passava la domenica con i suoi operai. Costruì per loro una città a misura d’uomo. Anticipò di anni le conquiste sindacali. Un’utopia che fu poi anche di suo figlio Adriano. Negli anni ’80 l’Olivetti faceva concorrenza nel mondo a IBM, HP, Bull. Aveva laboratori di ricerca in California. Sedi ovunque. Migliaia di tecnici e ingegneri. Dirlo oggi sembra un sogno ad occhi aperti. Ma è successo ieri, appena ieri.
Cos’è oggi l’Olivetti? Chi la dirige? Che cosa produce? Quanti dipendenti ha? Perchè il mondo politico non ne parla mai? Così come non si interessa dello sviluppo dell’information technology a parte le sfilatecarnevalate allo Smau di Milano una volta all’anno.
Se l’Olivetti, una delle poche aziende italiane il cui marchio è ancora conosciuto nel mondo, è morta, se ne celebrino i funerali. Funerali di Stato. In pompa magna. Per ricordare qualche grande italiano e qualcuno meno grande che l’affossò. E che i funerali servano anche per riflettere sul futuro.
Se quello che vogliamo sono ponti, supermercati, strade, viadotti, marciapiedi, catrame, mattoni, parcheggi, l’unico futuro comprensibile a questa sottospecie di politici e di industriali. Se questo è quello che vogliamo, seppelliamo insieme all’Olivetti anche lo sviluppo tecnologico del Paese. Va fatto però in modo ufficiale, almeno questo all’Olivetti è dovuto.
martedì, novembre 14, 2006
Segnalazioni
Cinema - Segnaliamo due film italiani, una volta tanto. "L'amico di famiglia", la nuova regia di Paolo Sorrentino, autore del precedente "Le conseguenze dell'amore", in programma all'Arena San Biagio a Cesena, e il ritorno di Tornatore con "La sconosciuta", in cartellone al Tiffany a Forlì.
Per il teatro segnaliamo, al Rasi di Ravenna, il debutto di "Sterminio" del Teatro delle Albe, in replica fino a domenica. Per chi avesse voglia di spostarsi, imperdibile è "Tre studi per una crocifissione" di e con Danio Manfredini, in scena all' Out Off di Milano fino al 18 Novembre, mentre segnaliamo anche "Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello per la regia di Arturo Cirillo all'Accademia dei Filodrammatici, sempre a Milano. Ciao a tutti.
lunedì, novembre 13, 2006
Studio su Medea

Capita, nella vita, che certe circostanze si incrocino e diano vita a qualcosa di straordinario e unico.
Capita di avere come amico uno dei più grandi drammaturghi contemporanei.
Capita che questo amico lavori con uno dei più interessanti registi contemporanei, dando vita ad un magico sodalizio professionale ed artistico.
Capita, nella vita, di trovarsi a studiare a Milano.
Capita che proprio a Milano, al teatro Out Off, venga messo in scena lo “Studio su Medea”, rivisitazione di Antonio Latella e Federico Bellini della tragedia greca di Euripide.
Capita di sentire “dentro” una sensazione strana, una curiosità, che mi porta al teatro, sfidando il mal di testa e la stanchezza, postumi di una nottata travagliata passata in giro per la Lombardia.
Il tutto inizia alle 17:00.
Lo spettacolo è diviso in tre parti, intervallate da due pause di circa tre quarti d’ora.
Il primo capitolo è “Medea e Giasone”; la scena iniziale ci presenta i due, novelli sposi, che avanzano sulle note di una marcia nuziale distorta ed elettrica, premonizione di tragedia ed angoscia.
I due sono completamente nudi, Medea trascina Giasone, aggrappata al suo pene...o cazzo…che dir si voglia…
Segue un continuo, ma sempre meno sentimentale, unirsi di corpi, di baci e carezze.
La scena è composta dallo scheletro di un letto matrimoniale che viene smontato e rimontato dai due e che assume sempre più le sembianze di una prigione nella quale la vita e il sesso di Medea vengono consumati.
Nascono i figli.
Il secondo capitolo, (“Medea e figli”), vede l’ingresso in scena dei due pargoli, accuditi e allattati dalla madre; li annusa, li lecca…una cagna, una leonessa…una madre.
Il padre li vuole soldati, atletici e sportivi, pare un padre di oggi che vuole il figlio calciatore a tutti costi; Medea, sottratta alla sua vita di splendida donna, vede ora il mondo che si prende l’innocenza dei figli.
A questo punto la tragedia raggiunge il suo culmine: la madre sacrifica i propri figli, carne della sua carne, partoriti da un corpo violentato e distrutto.
Il terzo capitolo, (“Medea Dea”), vede l’apoteosi di Medea, donna alla quale la vita e gli dei si sono presi tutto; si innalza verso il cielo chiusa in un bozzolo, come fosse una crisalide.
Diventa Dea.
ME- DEA ME- DEA ME- DEA.
Sulla terra un’infinità di bambini morti…tutti uguali…Giasone riappare, sotto forma di pagliaccio militare, li raccoglie e li getta, come spazzatura.
Capita, nella vita, di aver assistito a qualcosa di potente e straordinario.
Le mie parole sicuramente non rendo onore adeguatamente a questa maratona teatrale iniziata alla cinque e finita alle dieci di sera, ma che col tempo non ha nulla a che fare data la sua continua attualità.
Un consiglio è sicuramente di andare a vedere, a costo di percorrere molti chilometri.
MEDEA E’ LA MADRE CHE TUTTI AVREMMO DOVUTO AVERE.




